"Tango" 1988 34x32 grafite su carta Opera firmata in basso a destra Già Galleria Accademia, Torino, n. 5782
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Tango
Tango de la muleta
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Noi e pà
Io, mio fratello e nostro padre all'inaugurazione della mostra "E allora...tango!" - Galleria Micrò, 2004
D'estate..
Presentazione tratta dal catalogo della mostra di Sergio Albano: 23 maggio/14 giugno 1997. - Torino. Galleria d'Arte Davico.
Nella foto: Sergio Albano realizza un affresco dedicato a San Girolamo, presso Dronero, 2005
Nella foto: Sergio Albano realizza un affresco dedicato a San Girolamo, presso Dronero, 2005
E allora...tango!
Nel buio non ci vedrà nessuno
Nel buio non ci vedrà nessuno / Nobody will see us in the dark
olio su tavola / oil on board
40 x 40 cm
executed in 2004
I video di Palazzo Salmatoris, Cherasco 2012
Video della mostra n°1:
Pubblichiamo il video girato presso la Sala Consigliare del Comune di Cherasco, il giorno dell'inaugurazione della mostra "Sergio Albano: uno sguardo sull'infinito", il 7 aprile 2012.
Vi consiglio vivamente di visionare il primo filmato in tutta calma. Ascoltate attentamente i vari interventi: Assessore alla Cultura Sergio Barbero, quello della Dott.ssa Cinzia Tesio, e il prezioso contributo dello scrittore Raffaele Palma, Francesco e Jacopo Albano (che legge il nostro pensiero su Piero Cerutti, gallerista e caro amico, recentemente scomparso, al quale è stata dedicata la mostra). Le riprese sono di Loris Boggio.
Video della mostra n°2:
Video della mostra n°3: (vi consiglio di visionarlo in qualità alta - 480 p)
Riflessioni
"Uno sguardo sull'infinito" si è conclusa da un paio di settimane, forse troppo in fretta data l'affluenza enorme di visitatori. La seconda postuma è stata un evento indimenticabile. In un contesto gloriosamente primaverile, ancora una volta l'arte insegna a commuoverci innanzi al Tutto, a cominciare da un temporale d'aprile (che nei giorni successivi ci regalò un bel po' di pioggia, con tanto di spettacolari nubi all'orizzonte dissolte in nebbie spumeggianti), fino alle cose semplici, la vita dorata di uno stelo in mezzo ai campi, così ricorrenti nella sua arte. Imparare a commuoversi per l'arte di Sergio, significa saper cogliere la bellezza del Creato con la consapevolezza che l'artista ha saputo vedere oltre questo Tutto, restituendoci la sua visione attraverso un'opera.
In verità c'è da chiedersi se Sergio Albano sia compreso dal suo tempo. Retorica a parte, francamente si ha la sensazione di vivere in un periodo artisticamente confuso: da un lato non tutti i pittori contemporanei sembrano esser consapevoli del motivo che li spinge a creare, non mostrano un vero e proprio rapporto filogenetico con alcuna importante corrente del passato, anche se, spesso ricorrendo ai mezzi più facili (per mancanza di cultura, di idee, o semplicemente di tecnica), dichiarano di trarre ispirazione a quella che fa loro più comodo. D'altro canto non si sa più di cosa si stia parlando, in quanto improvvisarsi artista sembra ormai un fenomeno di costume; il panorama è un vacuo compost di "inclassificabile" poltiglia batterica, tipicamente indirizzata a chi disprezza il lavoro e la qualità dell'opera d'arte, ai professionisti dello sdoganamento. Eppure qua e là ci sono stati (e ci sono ancora) geniali, piccoli e grandi artisti sensibili, che da dire hanno tanto. Dei visionari, da custodire delicatamente, perché hanno visto...e vissuto. Non a caso, qualche anno fa, in un'intervista sul quotidiano La Stampa, lo scomparso pittore Luciano Proverbio lamentava la penuria di veri pittori, e fra i pittori subalpini degni di essere chiamati artisti giustamente egli citava il nome di Sergio Albano. Era il 2006 e i tempi erano destinati a mutare ancor più rapidamente, ma...l'arte? In questa fase di inizio secolo, l'abbrutimento culturale e spirituale (italiano) ci ha così allontanato da noi stessi, dal nostro modo di sentire e di giudicare l'opera d'arte in modo autonomo, a tal punto da scambiare per tale il sottoprodotto di una filosofia truffaldina, usuraia e neocapitalista. Nell'immaginario comune l'artista è sempre un maledetto, geniale, sregolato e inguaribile narcisista. Nella realtà dei fatti (a Torino per esempio) questo individuo è diventato un presuntuoso e arrogante furbacchione, in grado di attirare l'attenzione di qualche capriccioso che conta.
Per concludere, ho pensato che se a mio padre avessero dedicato un volumetto della celebre collana "I diamanti dell'arte", la relativa sinossi biografica si concluderebbe così: ..nato troppo tardi e vissuto troppo poco, ad ogni buon conto resterà moderno e imperituro. Fra mille anni, quando la maggior parte degli artisti senza valore saranno solo più curiosi nomi del passato, Sergio Albano sarà ancora stimato e apprezzato per quell'assoluto genio visionario qual è!
Ringraziamo tutti coloro che hanno reso possibile un'altra splendida mostra, nei prossimi mesi ci saranno un sacco di sorprese: il 2012 è un anno importante, di forti cambiamenti!
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