Gli alberi monumentali del Piemonte - Convegno Verde Torino 2017



Gli alberi monumentali del Piemonte




Presso la Biblioteca civica Villa Amoretti (Parco Rignon), nel gennaio 2017 si è aperto il convegno "Verde Torino" su botanica, arte, letteratura e biodiversità nel capoluogo piemontese, organizzato dall'associazione Archivio Sergio Albano

Intervento di Francesco Albano - che cosa sono gli alberi monumentali: i criteri per il loro censimento, l'elenco e l'individuazione degli alberi monumentali in Torino

I grandi platani:

Torino, Parco della Tesoriera, Il "nonno" (circa 4':44")
Torino, zona Parco del Valentino (circa 5':38")
Torino, Giardini Cavour (circa 5':55")
Torino, Villa Rey - Cimitero Monumentale (6':12")
Santena (TO), Castello Cavour, (circa 6':29")
Asti, Palazzo Alfieri (circa 6':52")
Alessandria, SR 10, il "platano di Napoleone" (circa 7':24")
Savigliano (CN), piazza Nizza (circa 8':08")

I grandi ippocastani:

Casorzo (AT), chiesa di San Vincenzo Martire, la "castagna" (circa 9':23")
Cavallermaggiore (CN), Madonna del Pasco (circa 10':39")
Dogliani (CN), piazza Belvedere (circa 10':55")
Dronero (CN), parco della Rimembranza (circa 11':02")
Castagneto Po (TO), (circa 11':10")
Cumiana (TO), Torre di San Giacomo (circa 11':43")
Piedimulera (VB), Chiesa di S. Antonio Abate (circa 12':10")

Le grandi Pinacee:

Garessio (CN), Castello Reale di Valcasotto (circa 12':34")
Acqui Terme (AL) (circa 13':10")
Biella, Giardino pubblico Zumaglini (circa 13':38")
Comignago (NO) (circa 13':57")
Novara, zona cimitero (circa 15':20")
San Sebastiano Curone (AL) (circa 15':33")
Montalenghe (TO), pressi villa associazione San Giuseppe Cafasso (circa 15':39")
Fenestrelle (TO), bosco di Chambons-Depot (circa 16':09")
Rima San Giuseppe (VC) (circa 16':48")
Pietraporzio (CN), Alta Valle Stura (circa 16':57")
Crodo (VB), Alpe Cheggio (circa 17':25")
Chiusa Pesio (CN), Certosa di Chiusa Pesio (circa 17':47")
Oulx (TO) (circa 18':34")

Le vecchie querce:

Torino, Parco del Valentino, zona "Rocaille" (circa 20':31")
Trofarello (TO) (circa 21':09")
Torino, Borgo Medievale (circa 21':13")
Avolasca (AL), fraz. Oliva (circa 21':30")
Farigliano (CN) (circa 21':55")
Arquata Scrivia (AL), Loc. Belvedere a Rigoroso (circa 22':02")
Casalborgone (TO) (circa 22':26")
Tassarolo (AL) (circa 22':55")
Novi Ligure (AL) (circa 23':05")

Cupressacee:

Rocchetta Tanaro (AT), cappella votiva di Sant'Emiliano (circa 23':53")
Pollone (BI), Parco della Burcina (circa 24':25")
Rivara (TO) Villa Ogliani (circa 25':29")
Roccavione (CN), Parco della Villa dei conti Salazar (circa 25':33")
Caluso (TO), Parco Spurgazzi (circa 25':45")
Santena (TO), Castello di S. Salvà (circa 25':55")

Faggi e castagni da scoprire:

Castagneto Po (TO), Bosco del Vaj (circa 26':33")
Rocchetta Tanaro (AT), Val du Gè, il "faggio Emilio" (circa 27':15")
Moncenisio (TO) (circa 27':36")
Entracque (CN), pressi fraz. S. Giacomo (circa 27':44")
Vernante (CN), Val Grande (circa 27':58")
Alba (CN), giardino "Vittime dei Campi di Sterminio" (circa 28':37")
Giaglione (TO) (circa 29':01")
Bioglio (BI), parco Villa già della Fam. Sella (circa 29':21")
Melle - Monteu Roero (CN) (circa 29':34")
Crodo (VB), pressi Oratorio S. Antonio Abate, "Pianta Maria Bona" (circa 29':55")

Le due Ginkgo biloba L.

Torino, Giardini Cavour (circa 30':15")
Casalbeltrame (NO), villa comunale Gautieri-Bracorens (circa 30':46")

Tigli antichi e olmi secolari:

Crescentino (VC), loc. Rabeto (circa 31':33")
Macugnaga (VB), Chiesa Vecchia e cimitero (circa 32':01")
Cumiana (TO), Castello Canalis (33':00")
Vernante (CN), Vallone Grande (33':08")
Mergozzo (VB), piazza Vittorio Veneto (circa 33':19")
Torino, Parco del Valentino (circa 33':35")
Pomaro (AL), Castello di Pomaro (circa 34':03")
Torino, Giardini Reali (circa 34':09")
Bra (CN), Lo Monte (circa 34':23")
Racconigi (CN), Parco Reale del Castello (circa 34':37")

Dalla F di Fraxinus alla T di Taxus:

Rorà (TO), borgata Rounzèi (circa 34':49")
Moncenisio (TO), piazza parrocchiale (35':00")
Porte (TO) (circa 35':15")
Vercelli, piazza del Duomo (circa 35':22")
Campiglione Fenile (TO), villa Luserna dei Marchesi San Martino (35':47")
Rivara (TO), palazzo comunale (circa 38':16")
Alba (CN), via Castelgherlone (circa 36':23")
Castelnuovo Scrivia (AL) (circa 36':47")
Dormelletto (NO) (circa 36':54")
Torino, Giardini Sambuy (circa 37':01")
Bardonecchia (TO), piazza Suspize (circa 37':40")
Premosello-Chiovenda (VB), Chiesa Madonna dello Scopello (circa 38':00")
Verbania, fraz. Cavandone (circa 38':39")

Chiesa Monte dei Cappuccini (come non l'avete mai vista)



Chiesa Monte dei Cappuccini
china su carta
cm 40 x 30
executed in 1958

China su carta acquerellata realizzata da Sergio Albano all'età di 19 anni (sic!)

Il murale di via Baltimora a Torino


foto di Alessandro De Carlo
Conoscete tutti il murale di via Baltimora?

Nel 1980 mia zia Albina e una sua collega Anna Maria Cuminetti, insegnanti di educazione artistica, idearono questo noto murale in via Baltimora. Il tema era incentrato attorno all'evoluzione e alla storia dell'uomo, una vera e propria storyboard. Mio padre Sergio Albano sovrintese ai lavori, dando una piccola mano qua e là, anche se il suo intervento fu marginalissimo, giusto due ritocchi all'armatura di un cannoniere, l'intero murale fu realizzato da 150 ragazzi della scuola media "Caduti di Cefalonia". 

segue un articolo di giornale del 1980 apparso su Stampa Sera

"Torino, via Baltimora 110. Da un lato della strada la Scuola Media Statale "Caduti di Cefalonia", dall'altro il lungo muro del retro della centrale del latte. Il muro è eternamente ricoperto di scritte pornografiche che gli studenti scorgono tutte le volte che lo sguardo supera le finestre della scuola. C'è un solo modo per rimediare: un murales così bello che nemmeno il più incallito teppistello si sogni di deturparlo. La preside della scuola, Anna Maria Cuminetti chiede il permesso ai responsabili della Centrale del latte (ben felici) e le due professoresse di educazione artistica, Albina Albano e Ada Rissone Melis organizzano gli studenti. In classe si concorda il tema e sono disegnati i bozzetti, nello scorso autunno viene preparato il muro. E questa primavera circa 150 alunni lo dipingono (sono stati scelti i 5 o i 6 migliori per ognuna delle 27 classi). E' passata l'estate, i ragazzi sono tornati a scuola e ancora nessun teppistello ha osato imbrattare un solo centimetro di muro. Anzi, molti vengono da altri quartieri a vedere la storia e l'evoluzione dell'uomo in un murales disegnato dai ragazzi per i ragazzi". 
Stampa Sera, 23 Settembre 1980

Ecco a voi il murale, così come appariva nel 1980, strappato all'oblio. Dopo il ritrovamento di queste fotografie, ogni immagine è stata scansionata e ritoccata per restituire i colori, il più possibile fedeli a come apparivano allora.




















































Angelo ambiguo


Angelo ambiguo
olio su tavola
cm 75 x 105
executed in 2006

Bibliografia: "Angelicus - l'evento in arte" a cura di Raquel Barriuso Diez e Vittorio Amedeo Sacco. Stendhal Edizioni, 2007.






La bufala di Rosazza borgo esoterico


La chiesa: simboli NON di attribuzione massonica
Rosazza (BI) è un suggestivo paese della Valle Cervo che, nell'ultimo trentennio del XIX secolo fu stravolto (in senso positivo) dall'ingegno di Federico Rosazza (1813 - 1899) filantropo e politico italiano che, in ricordo di moglie e figlia, scomparse prematuramente, contribuì all'abbellimento e allo sviluppo sociale del paese facendo realizzare, a sue spese, numerose opere pubbliche. Le opere furono realizzate su indicazioni dell'amico di Graglia Giuseppe Maffei (1821-1901), medium e spiritista (e NON architetto) tramite il quale sperava di mettersi in contatto con moglie e figlia.


Il ponte del cimitero. A Rosazza le stelle sono ovunque
La classica clessidra alata, simbolo del tempo che fugge
Camminando per le vie di Rosazza, ci si addentra in un dedalo di splendidi edifici: la monumentale chiesa, un castello attorniato da finte rovine, numerose fontane, fra cui la Fontana della Colonna sormontata da una statuetta raffigurante Pietro Micca (!), il municipio, con una statua del re Umberto I e una di Emanuele Filiberto di Savoia (che conobbe gli abitanti di Rosazza); opere dallo stile bizzarro, antichizzato, che si spinge ben oltre l'Eclettismo ottocentesco. La logica costruttiva è a noi ignota, poiché si dice che, per ogni decisione in campo architettonico e artistico, Federico seguisse pedissequamente le indicazioni dettate da uno "spirito guida" evocato dal Maffei. E, di conseguenza, Rosazza è caoticamente disseminata di simboli di origine più o meno ottocentesca, medievale o preistorica, tutti erroneamente attribuiti alla massoneria e non a epoche precedenti.

Un'incisione pseudo-druidica spacciata per vera, ma inventata dal Maffei
Il suggestivo castello di Rosazza
L'arcata d'ingresso del castello 
E non c'è nulla di strano in tutto questo, ci provano tutti a tramutare Rosazza in un'attrattiva turistica, costruendole attorno l'idea di città esoterica e magica (come si è fatto per le bufale esoteriche della Torino magica) dallo staff di Roberto Giacobbo a quello di Discovery Channel, passando per registi, blogger, scrittori e gli stessi massoni.

Eh già, qui si osserva un fatto paradossale, e cioè che alcuni massoni conoscono meno la Massoneria rispetto a un comune mortale: difatti sono i primi ad esaltarsi per i simboli di Rosazza, senza sapere (o facendo finta di non saperlo) che, pur essendo un territorio di massoni, Federico Rosazza NON apparteneva ad una specifica obbedienza (non ci sono documenti che lo comprovino). Certamente coltivava un grande interesse per l'occulto, ma il suo obiettivo è stato quello di lasciare più che altro un segno tangibile di un altro possibile modo di essere e di pensare, lavorando consapevolmente (o inconsapevolmente) per il bene degli altri. 

Tutto qui.

(Questo articolo costituisce solo un piccolo assaggio di quello che sarà un futuro video su Rosazza)