Il murale di via Baltimora a Torino


foto di Alessandro De Carlo
Conoscete tutti il murale di via Baltimora?

Nel 1980 mia zia Albina e una sua collega Anna Maria Cuminetti, insegnanti di educazione artistica, idearono questo noto murale in via Baltimora. Il tema era incentrato attorno all'evoluzione e alla storia dell'uomo, una vera e propria storyboard. Mio padre Sergio Albano sovrintese ai lavori, dando una piccola mano qua e là, anche se il suo intervento fu marginalissimo, giusto due ritocchi all'armatura di un cannoniere, l'intero murale fu realizzato da 150 ragazzi della scuola media "Caduti di Cefalonia". Non appena mi sarà possibile inserirò qualche immagine in più.

segue un articolo di giornale del 1980 apparso su Stampa Sera

"Torino, via Baltimora 110. Da un lato della strada la Scuola Media Statale "Caduti di Cefalonia", dall'altro il lungo muro del retro della centrale del latte. Il muro è eternamente ricoperto di scritte pornografiche che gli studenti scorgono tutte le volte che lo sguardo supera le finestre della scuola. C'è un solo modo per rimediare: un murales così bello che nemmeno il più incallito teppistello si sogni di deturparlo. La preside della scuola, Anna Maria Cuminetti chiede il permesso ai responsabili della Centrale del latte (ben felici) e le due professoresse di educazione artistica, Albina Albano e Ada Rissone Melis organizzano gli studenti. In classe si concorda il tema e sono disegnati i bozzetti, nello scorso autunno viene preparato il muro. E questa primavera circa 150 alunni lo dipingono (sono stati scelti i 5 o i 6 migliori per ognuna delle 27 classi). E' passata l'estate, i ragazzi sono tornati a scuola e ancora nessun teppistello ha osato imbrattare un solo centimetro di muro. Anzi, molti vengono da altri quartieri a vedere la storia e l'evoluzione dell'uomo in un murales disegnato dai ragazzi per i ragazzi". 
Stampa Sera, 23 Settembre 1980

Angelo ambiguo


Angelo ambiguo
olio su tavola
cm 75 x 105
executed in 2006

Bibliografia: "Angelicus - l'evento in arte" a cura di Raquel Barriuso Diez e Vittorio Amedeo Sacco. Stendhal Edizioni, 2007.






La bufala di Rosazza borgo esoterico


La chiesa: simboli NON di attribuzione massonica
Rosazza (BI) è un suggestivo paese della Valle Cervo che, nell'ultimo trentennio del XIX secolo fu stravolto (in senso positivo) dall'ingegno di Federico Rosazza (1813 - 1899) filantropo e politico italiano che, in ricordo di moglie e figlia, scomparse prematuramente, contribuì all'abbellimento e allo sviluppo sociale del paese facendo realizzare, a sue spese, numerose opere pubbliche. Le opere furono realizzate su indicazioni dell'amico di Graglia Giuseppe Maffei (1821-1901), medium e spiritista (e NON architetto) tramite il quale sperava di mettersi in contatto con moglie e figlia.


Il ponte del cimitero. A Rosazza le stelle sono ovunque
La classica clessidra alata, simbolo del tempo che fugge
Camminando per le vie di Rosazza, ci si addentra in un dedalo di splendidi edifici: la monumentale chiesa, un castello attorniato da finte rovine, numerose fontane, fra cui la Fontana della Colonna sormontata da una statuetta raffigurante Pietro Micca (!), il municipio, con una statua del re Umberto I e una di Emanuele Filiberto di Savoia (che conobbe gli abitanti di Rosazza); opere dallo stile bizzarro, antichizzato, che si spinge ben oltre l'Eclettismo ottocentesco. La logica costruttiva è a noi ignota, poiché si dice che, per ogni decisione in campo architettonico e artistico, Federico seguisse pedissequamente le indicazioni dettate da uno "spirito guida" evocato dal Maffei. E, di conseguenza, Rosazza è caoticamente disseminata di simboli di origine più o meno ottocentesca, medievale o preistorica, tutti erroneamente attribuiti alla massoneria e non a epoche precedenti.

Un'incisione pseudo-druidica spacciata per vera, ma inventata dal Maffei
Il suggestivo castello di Rosazza
L'arcata d'ingresso del castello 
E non c'è nulla di strano in tutto questo, ci provano tutti a tramutare Rosazza in un'attrattiva turistica, costruendole attorno l'idea di città esoterica e magica (come si è fatto per le bufale esoteriche della Torino magica) dallo staff di Roberto Giacobbo a quello di Discovery Channel, passando per registi, blogger, scrittori e gli stessi massoni.

Eh già, qui si osserva un fatto paradossale, e cioè che alcuni massoni conoscono meno la Massoneria rispetto a un comune mortale: difatti sono i primi ad esaltarsi per i simboli di Rosazza, senza sapere (o facendo finta di non saperlo) che, pur essendo un territorio di massoni, Federico Rosazza NON apparteneva ad una specifica obbedienza (non ci sono documenti che lo comprovino). Certamente coltivava un grande interesse per l'occulto, ma il suo obiettivo è stato quello di lasciare più che altro un segno tangibile di un altro possibile modo di essere e di pensare, lavorando consapevolmente (o inconsapevolmente) per il bene degli altri. 

Tutto qui.

(Questo articolo costituisce solo un piccolo assaggio di quello che sarà un futuro video su Rosazza)




Misteriosa apparizione tra via Modena e via Cagliari



Volto misterioso scovato sul bugnato di una palazzina, all'angolo fra via Modena e via Cagliari. Si trova in una delle storiche zone degli opifici torinesi, con case di inizio Novecento, appartenenti alla fase di urbanizzazione del primo ventennio del secolo. Si tratta di edifici residenziali, destinati in origine all'affitto, e ora oggetto di riqualificazione e di una rinascita mondana che brulica sotto lo sguardo fantasmatico del passato: Torino ci osserva!



Verrebbe voglia di saperne di più (su questa abitazione e sui suoi abitanti), senza per questo chiamare in causa fantasmi, demoni, poteri occulti e un oscuro signore! Basta avere un minimo di buon senso e spirito critico per capire che le affermazioni alla base della Torino magica non stanno in piedi: la storia e il folklore antico lo escludono in maniera categorica. Ma è anche vero che se non esiste nemmeno un frammento di evidenza che suggerisca anche remotamente un collegamento con la magia, senza curiosità aneddotiche si rimane fermi (ci deve essere un limite ragionevole al fare debunking). Spero con questo post di scatenare nei lettori una caccia a volti, musi, occhi, sorrisi e smorfie, per il puro gusto di godersi appieno la nostra città, magari con particolari che non avevamo mai notato. D'altronde, ciò che percepiamo esiste!

Lassù giocano ancora


Lassù giocano ancora
olio su pressato
cm 30 x 30
executed in 1974

RICORDANDO L'ANNIVERSARIO DI SUPERGA

ATTENZIONE: l'opera originale è a colori, attualmente il nostro archivio dispone solo di un'immagine in B/N

La dama con il cagnolino: olio vs disegno


La dama con il cagnolino
olio su tavola, cm 48 x 43
metà anni '90



La dama con il cagnolino
grafite su carta, cm 48 x 43
metà anni '90

L'opera "La dama con il cagnolino" è stata esposta per la prima volta nel 2018, a Palazzo Alfieri di Asti. Dopo tanti anni siamo riusciti a recuperare l'immagine del disegno preparatorio, che si discosta dall'olio per quanto riguarda la posizione della testa e la camicetta. Il titolo prende le mosse da "La signora con il cagnolino" uno dei più celebri racconti di Anton Čechov.


Enigmatica bellezza II: MOSTRA PERSONALE DI GRAFICA



Orari di apertura:

Lunedì: 9:30 - 12:30 / 15:30 - 18:30
Martedì: 15:30 - 18:30
Mercoledì: 15:30 - 18:30
Giovedì: 9:30 - 12:30

Ass. Senso del Segno, via Duchessa Jolanda 34



COMUNICATO STAMPA

MOSTRA ENIGMATICA BELLEZZA II

di SERGIO ALBANO



La mostra itinerante “Enigmatica bellezza” è stata inaugurata il 20 aprile 2018 alle ore 18:00 presso l'Associazione Culturale di Volontariato “Senso del Segno” con opere grafiche del pittore Sergio Albano. Gli appassionati possono ammirare ancora una volta una rassegna di disegni, acqueforti e litografie realizzate tra gli anni '60 e i '90.
Conosciuto sopratutto come maestro della pittura ad olio Sergio Albano (Torino 1939- Pinasca 2008) è stato autore anche di disegni a grafite, carboncino, biro, matita grassa, e sopratutto a china, realizzando opere ritraenti perlopiù monumenti barocchi (a ragione del suo amore per il vedutismo settecentesco del Bellotto). E di incisioni, con le tecniche in cavo (punta secca, acquaforte, acquatinta, ceramolle, ecc..), e altre numerose opere ottenute mediante stampa in piano (litografia e serigrafia).
Le opere selezionate per questa mostra, partita nel 2017 da Cantalupa (TO), rispecchiano le tematiche predilette dall'artista, spaziando dall'architettura alla figura umana, secondo il suo tipico stile difficile da categorizzare, a metà fra il metafisico e il classicismo dell'arte quattrocentesca italiana. Tra queste spiccano le conosciutissime  litografie L'amante del torero e Gran Bar, le architetture di Vicolo e Roggia, e le suggestive acqueforti Rocce e La sfinge. Non mancano altre importanti opere, come un'acquaforte promozionale per Lancia (Y10 seconda serie), schizzi a biro, capricci architettonici a china e molto altro
Nota biografica:
Nato a Torino nel 1939, dopo gli studi al Liceo Artistico e all'Accademia Albertina di Torino ha partecipato alle principali rassegne torinesi a carattere nazionale, ha esposto in prestigiose gallerie torinesi, alla Galleria Man Arte di Parigi, all'"Art Expo di Ginevra e New York, all'Art Gallery Museum di Jinan, in Cina. Alcune sue opere sono riprodotte in copertina di libri d'autore (Françoise Sagan, Tahar Ben Jalloun e molti altri) per diverse case editrici: Mondadori, Rizzoli, De Agostini, altre invece sono apparse in film e fiction televisive. Ha inoltre eseguito pitture murali in numerose località piemontesi. Nel 1991, 1996 e 2001 ha conseguito il primo premio assoluto nel prestigioso concorso nazionale "Gaudenzio Ferrari" di Santhià; numerose partecipazioni e rassegne internazionali sono state segnalate con premi e riconoscimenti critici. E' stato docente di figura dapprima al Liceo Artistico, quindi presso istituti privati torinesi e infine presso la Scuola Nazionale di Cinema di Animazione a Chieri (TO). Presso lo studio torinese che fu, tra gli altri, di Umberto Mastroianni e di Carlo Terzolo, ha creato una scuola di pittura il "Gruppo d'Arte di Via Perrone" (attualmente sotto la guida del pittore Marco Piva), con la quale ha organizzato mostre di pittura e attività culturali. E' scomparso nel 2008.