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Lo studio di via Perrone e i suoi maestri


L'atelier di via Perrone 4 è un mondo fuori dal tempo. Da quasi cinquant'anni è sede della scuola Gruppo d'Arte via Perrone (una fra le pochissime scuole d'arte pittorica in Torino, nonché la più longeva - a quanto ne so), fondata dal maestro Sergio Albano ed ereditata dal maestro Marco Piva, allievo del grande Sergio Saroni.


Lo studio di via Perrone fu, fino al 2008, del pittore Sergio Albano; fino ai primi anni '70 del pittore Carlo Terzolo, prima ancora appartenne allo scultore Umberto Mastroianni, del quale ho già parlato nei post Mastroianni in soffitta (I parte) e Mastroianni in soffitta (II parte), amico della scultrice Ada Minola (abitava sullo stesso piano dell'edificio) e Carlo Mollino; prima ancora fu dello scultore Giorgio Ceragioli.






Questo viso faceva parte di un busto, andato distrutto dalle intemperie: ritrae lo zio di mio bisnonno, Carlo Gallia, medico in Torino




La Nike di Samotracia e altri gessi accolgono i visitatori dello studio


Queste pitture murali non sono di Mastroianni, come qualcuno potrebbe supporre ;-) le ha realizzate mio padre negli anni '70













Mastroianni in soffitta (seconda parte)




Ada Minola è stata una scultrice, gallerista e orafa, vicina di casa di mio padre (praticamente il suo appartamento, arredato dal genio di Carlo Mollino, era sullo stesso pianerottolo dello studio di via Perrone 4) e, com'è noto, lo studio di mio padre fu di Umberto Mastroianni. Era da un po' che desideravo qualche informazione in più, giusto qualche prova; inutile dire che nel corso degli anni tutti i miei tentativi di contattare i principali "addetti ai lavori", in merito a Umberto Mastroianni, non hanno suscitato interesse e non non sono andati a buon fine.



Mi sono sentito rispondere cose di questo tipo: "Le confermo la nostra totale assenza di notizie in merito ai collegamenti esistenti tra Sergio Albano e Umberto Mastroianni. Le saremmo pertanto grati se potesse farci avere notizie, riferimenti ed ogni quanto altro utile a rappresentare il loro rapporto". Ah, ovviamente alle mie successive email non è mai seguita nessuna risposta.

Ritratto di Ada Minola di Raffaele Pontecorvo
Per non parlare di questa:

"Se vuole lasciarci anche un Suo recapito telefonico, La ricontatteremo prossimamente".

Pensate che mi abbiano mai chiamato?

Stufo di questo disinteresse, ho condotto alcune ricerche per conto mio e, come riportato nella prima parte di questo post, qualcosa l'ho pescato dagli atti del convegno: "Conversazioni sul collezionismo" - Stefano Minola e Marco Ferrero dialogano con Paola Stroppiana -  Johan & Levi Editore.




Tuttavia questa era proprio l'occasione che cercavo, e infatti:


Il "piccolo studio in via Perrone 4" era proprio quello all'ultimo piano, quello con i lucernari, plasmato sulle esigenze di un artista. Senza contare poi la presenza di schizzi a carboncino, presenti sui muri della soffitta e attribuibili al Mastroianni (vedi il precedente post) se non altro per la disinvoltura del gesto e la particolarità dei soggetti.
Ada Minola raccontò a mio padre che Mastroianni lasciò lo studio nel 1967.


Una delle opere di Umberto Mastroianni esposte a Palazzo Madama



Se andate non perdetevi il video con Ada Minola e le sue testimonianze sulla persona di Carlo Mollino. A proposito, facendo il biglietto avete anche diritto a visitare la meravigliosa mostra "Da Poussin agli Impressionisti". Vedetevi prima quella, poi salite al secondo piano e gustatevi il resto.




Mastroianni in soffitta


Non tutti sanno che l'atelier di Sergio fu, tra gli altri, di Umberto Mastroianni. Lo studio era attiguo ad un meraviglioso appartamento progettato negli anni Quaranta dall'architetto Carlo Mollino (tra l'altro in mostra proprio in questi giorni a Torino, in via delle Rosine n°18 al Centro Italiano per la Fotografia), in cui abitava la scultrice e gallerista Ada Minola, direttrice dell'International Center of Aesthetic Researc (fondato da Michel Tapiè ed altri negli anni '60). 


Ella stessa raccontò a mio padre, subentrato da poco nel 1975, della permanenza di Mastroianni in via Perrone 4. Cito testualmente le parole del nipote Stefano Minola, tratte da "Conversazioni sul collezionismo" - Stefano Minola e Marco Ferrero dialogano con Paola Stroppiana -  Johan & Levi Editore: "A quell’epoca gravitavano attorno a Mollino una serie di artisti, tra cui Carol Rama e Umberto Mastroianni, che tra l’altro ha vissuto per un certo periodo nel suo studio sullo stesso pianerottolo di mia nonna; era un periodo di grande fermento".


Ed ecco emergere segni e presenze del suo passaggio: questi ed altri misteriosi disegni popolano ancora oggi i muri della scala che porta alle soffitte di via Perrone, a testimonianza di un giovane e vitale Umberto Mastroianni  (ovviamente non c'è nessuna firma, ma il soggetto e sopratutto la disinvoltura del segno sembrano proprio i suoi).


Proseguendo oltre ci si poteva immergere tra le atmosfere della soffitta di Sergio Albano (tutte le foto sono state scattate nel novembre del 2008)..


Uno scenografo non avrebbe saputo fare di meglio...


In luoghi come questi si possono fare strani incontri: si tratta del ritrovamento (sempre nel 2008) di una serie di dipinti, ora restaurati ed incorniciati, realizzati da mio padre nel 1976 rimasti accantonati per una ventina d'anni. Gli artisti lasciano un segno indelebile al loro passaggio, sedimenti e tesori nascosti in attesa...