Visualizzazione post con etichetta china su carta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta china su carta. Mostra tutti i post

Chiesa Monte dei Cappuccini (come non l'avete mai vista)



Chiesa Monte dei Cappuccini
china su carta
cm 40 x 30
executed in 1958

China su carta acquerellata realizzata da Sergio Albano all'età di 19 anni (sic!)

Via Barbaroux (come non l'avete mai vista)


Via Barbaroux
china su carta
cm 44 x 26 
executed in (primi anni '60)

Una via Barbaroux un po' diversa in questo disegno a china, con il campanile della chiesa di San Francesco D'Assisi, più alto rispetto alla realtà (vedi foto sottostante). 


La Basilica del Corpus Domini (come non l'avete mai vista)


La Basilica del Corpus Domini
china acquerellata su carta
(dimensioni sconosciute)
executed in (primi anni '60)


La basilica del Corpus Domini è una chiesa torinese in stile barocco, eretta a perenne ricordo del grande miracolo eucaristico che, secondo le testimonianze avvenne nel 1453 nella città di Torino. La chiesa si trova in piazza Corpus Domini, situata lungo via Palazzo di Città, a pochi passi dalla centralissima piazza Castello.
Le fonti storiche del periodo attestano a più voci un prodigioso evento che sarebbe accaduto in Torino, sotto il regno di Ludovico di Savoia, il 6 giugno del 1453, mentre il Piemonte era in guerra con la Francia. La vicenda si lega strettamente alle vicende politiche, poiché Renato d'Angiò, volendo attraversare le Alpi, si diresse verso il piccolo villaggio di Exilles, in Val di Susa, luogo che già all'epoca si presentava fortificato per ovvi motivi strategici sulla vallata.
È, infatti, ad Exilles e non a Torino che la vicenda ha inizio, secondo tradizione. Nel saccheggio che seguì l'occupazione francese, sembra che due uomini della soldataglia francese fossero entrati a forza nella chiesa di San Pietro Apostolo del piccolo paese della Val di Susa e l'avessero depredata, non risparmiando nemmeno il Santissimo Sacramento. Per rivendere il bottino, di consistente valore, si diressero evidentemente a Torino, che raggiunsero il 6 giugno, festa delCorpus Domini; in città, nel luogo ove oggi sorge il luogo sacro, il mulo che trasportava l'ostia consacrata inciampò e cadde, sgualcendo i sacchi con la refurtiva nella caduta e facendo fuoriuscire il contenuto. Dalle cronache, sembra che il Santissimo, libratosi in aria, abbia illuminato la piazza. Accorso il vescovo Ludovico da Romagnano, l'ostia si sarebbe deposta sul calice rubato dai ladri, che venne portato in processione nel duomo di Torino. Lo storico Luigi Cibrario, così ci riferisce l'episodio:

« ...rottasi frattanto la valigia, apparve il sacro vaso coll'ostia, la quale subitamente si levò in alto, cinta di bei fulgori, e tanto vi rimase che il vescovo Ludovico da Romagnano venne processionalmente col clero, e la ricevette nell'aureo calice che umilmente le pretendeva. »
(Luigi Cibrario, Storia di Torino.)

Fonte: wikipedia

Prima Comunione


Prima Comunione
china su carta
cm
executed in 1966

Esposta per la prima volta solo nel 1998 presso la Galleria Fogliato di Torino, "Prima comunione" è fra i più complessi disegni a china di Sergio Albano. Tipico del suo stile anni '60, è talmente particolareggiata che, per essere apprezzata in tutti i suoi dettagli, andrebbe necessariamente osservata dal vivo (in futuro la riproporremo in qualche mostra). Una delle sue peculiarità è la rappresentazione contemporanea di due luoghi fra loro contigui, ma osservati da due diversi punti di vista differenti: il viale alberato in prospettiva convergente e uno spiazzo affollato, con alcune case sullo sfondo, visto dall'alto. 

Seguono alcuni particolari dell'opera 










Parrocchia di Santena (come non l'avete mai vista)


Parrocchia di Santena
china su carta
cm 70 x 50 ?
executed in 1963

Questo disegno appartiene ad una serie di opere commissionate a mio padre direttamente dall'architetto Bartolomeo Gallo, figlio di Giuseppe Gallo da Caramagna autore di numerose chiese piemontesi.

Sotto la chiesa, con ingresso dalla piazza, vi è la grotta della Madonna di Lourdes, molto amata dai santenesi: la statua fu acquistata a Lourdes dal priore Pietro Amateis. Di fianco un altare è dedicato ai Caduti delle ultime guerre, l'altro altare è dedicato alla Madonna Consolata.
L'attuale parrocchiale dei Santi Apostoli Pietro e Paolo di Santena fu costruita in stile neobarocco, nel 1921 dall'impresa edile di Matteo Cavaglià su progetto dell'architetto Giuseppe Gallo poi completata dal figlio Bartolomeo nel settembre 1927.
Matteo Cavaglià, responsabile dell'impresa edile che edificò la chiesa parrocchiale di Santena, con la famiglia
Sostituì la vecchia chiesa del XVIII secolo, troppo piccola per poter ospitare un grande numero di fedeli durante le funzioni religiose. Lungo complessivamente 45 metri, largo 27, alto fino a 40, si possono ammirare le statue di san Pietro, san Paolo e san Lorenzo, patrono del comune. Il campanile è alto 63 metri. Dodici colonne di marmo sorreggono internamente la struttura dell'edificio, mentre l'absideappartiene ancora a quella della vecchia chiesa (ampliata nel biennio 1853-1854 dall'architettoGiuseppe Leoni), poiché la vicinanza della cappella al castello non rese possibile la sua demolizione. L'altare maggiore è sormontato da un grande baldacchino, tipico delle basiliche romane: la ricchezza dei marmi gli dona un aspetto imponente.
Chiesa parrocchiale di Santena in una foto degli anni '40
La chiesa fu aperta al culto nel 1930 e ufficialmente consacrata dal cardinale Maurilio Fossati il 3 febbraio 1940: alla benedizione seguirono 8 giorni di festeggiamenti, conclusi da un congresso eucaristico parrocchiale.
I dipinti sulle pareti sono opera del pittore Luigi Morgari. Si distinguono per la vivacità dei colori e per la snellezza delle figure. Sulle parete laterali sono raffigurate scene tratte dal Vangelo, dall'Assunzione di Maria in cielo, fino all'Annunciazione. Sull'arcata prospiciente il presbiterio è raffigurato Cristo re e i popoli di ogni razza che lo adorano. Nell'altare maggiore furono rinchiuse le reliquie di due santi martiri:san Fortunato e san Clemente. Il Battistero fu costruito nel 1943: la vasca battesimale ha la forma di un tronco di cono, è un unico blocco di marmo scuro e pesa 27 quintali.

fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_dei_Santi_Apostoli_Pietro_e_Paolo_(Santena)


fonte immagine  http://www.rossosantena.it/

Chiesa di Testona a Moncalieri


Chiesa di Testona a Moncalieri
china acquerellata su carta
cm 29,50 x 24,50
1964


Parrocchia di Santa Maria di Testona


Storia del sito:
 La chiesa fu edificata dal vescovo di Torino Landolfo tra il 1011 (anno in cui salì sulla cattedra torinese) ed il 1037. Fondando in quell’anno l’abbazia di Santa Maria di Cavour, in un documento, che si può ritenere il suo testamento spirituale, afferma di aver edificato a Testona “in plano ecclesiam in honorem sancte Dei Genitricis semperque virginis Mariae”. La sua costruzione rientra in un vasto piano di rafforzamento della signoria vescovile nelle zone economicamente più rilevanti della diocesi. In particolare si legava al tentativo di controllo del tracciato di una strada che collegava Torino con le terre del Monferrato ed i confini orientali della diocesi. La chiesa non sorgeva isolata, ma con un chiostro annesso e con le strutture residenziali e di servizio necessarie per la vita di una comunità di sacerdoti, che seguivano una regola comune, condividendo il servizio liturgico presso la chiesa sotto la guida di un praepositus, un prevosto. Intorno al 1230, con lo spostamento del centro comunale da Testona a Moncalieri, anche il capitolo dei canonici si trasferì insediandosi nella chiesa di Santa Maria a Moncalieri.
La chiesa danneggiata durante gli endemici scontri con il comune di Chieri dei primi anni del Duecento venne abbandonata e subì un lento declino fino al 1617, anno in cui fu affidata ai monaci Cistercensi. Nel 1910 l’edificio veniva vincolato per intervento della Soprintendenza ai Monumenti del Piemonte. I primi interventi di restauro si collocano a partire dal 1934.
Descrizione del sito:
La chiesa di Santa Maria di Testona si presenta oggi come l’esito di diverse stratificazioni costruttive documentabili a partire dal 1617. Della fabbrica originaria (1020-1030) restano ancora la torre campanaria, la cripta ed il fianco settentrionale della chiesa. Il progetto originale prevedeva una pianta basilicale a tre navate – quella centrale sopralzata rispetto alle laterali – senza transetto e terminante con absidi semicircolari con volta a semicatino. Si rifà quindi come molte altre chiese del periodo ai canoni romanici di derivazione lombarda. Attualmente l’abside di sinistra è adibita a sagrestia, la mediana è sede del presbiterio con volta a botte e del grande coro con stalli, mentre quella di destra è andata distrutta.
Al di sotto del presbiterio e del coro, si trova una spaziosa cripta che in origine si articolava su tre navatelle (la mediana di poco più larga delle laterali) con volte a crociera sostenute da colonne cilindriche dal fusto monolitico, dotate di una base irregolare con semplici modanature e di un capitello costituito da un blocco lapideo scantonato agli spigoli.
La facciata completamente modificata da un rifacimento del 1734 presenta un ampio pronao sagomato, semplicemente intonacato, di intonazione vagamente barocca.
A sinistra si alza un massiccio campanile romanico a quattro ordini di monofore, due per ogni ordine, intervallate da una lesena centrale e due laterali. Gli ordini sono scompartiti orizzontalmente da archetti romanici in cotto, e da una decorazione a denti di sega, anch’essa in cotto. Il materiale edilizio incoerente è costituito da mattoni, pezzi di tegola e embrici di origine romana, frammisti a ciottoli fluviali e pietre appena sbozzate a martello. La cella campanaria alla sommità appare frutto di un intervento tardivo, mentre soltanto in corrispondenza della penultima specchiatura si apriva una bifora sostenuta da una colonnina, in seguito tamponata per l’inserimento dell’orologio.